Il Panforte Margherita, il Panforte della Regina

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Come ogni icona che si rispetti anche il nostro Panforte ha una origine antica e tutta da scoprire. Chi ne ha assaggiato il sapore sa che si tratta di un vero prodotto della tradizione Toscana.

Ed è proprio qui che il Panforte fonda le sue radici, in Toscana, il suo nome nasce infatti dal “Panmelato” un dolce che veniva preparato fino al x secolo.

Questo dolce a base di pasta di pane era arricchito con frutta secca, frutta di stagione cotta al forno e miele; se l’impasto, chiamato melatello, non era ben cotto o la frutta non essiccata a sufficienza rimanevano tracce di umidità all’interno che si trasformavano in muffa e conferivano un gusto forte.

 

La ricetta originale del Panmelato venne impreziosita nel XII secolo, quando si cominciò a sperimentare in cucina. Gli “Speziali”, antichi farmacisti, aggiunsero alla ricetta orginale spezie pregiate provenienti dall’oriente.

Mandorle dolci intere, scorza d’arancia, melone e cedro canditi si fondono per dar vita ad un impasto unico che ancora oggi viene steso a mano per garantire tutta l’autenticità del gusto.

Verso la fine del XIX secolo, la ricetta, ancora fedele alla tradizione, si prestò a due apprezzate varianti: il panforte al cioccolato e il panforte bianco. Quest’ultimo, riconoscibile per la copertura di zucchero a velo, vi ricorda qualcosa?

 

Come nacque il Panforte Margherita?

Nel 1879 il farmacista senese Galgano Parenti, titolare di una delle principali case produttrici di panforte della città che si unì poi alla famiglia Sapori per sviluppare insieme i dolci senesi nel mondo, creò una nuova versione del panforte.

La novità consisteva in uno strato di zucchero a velo che lo rendeva più delicato. Dedicò la nuova ricetta alla regina Margherita di Savoia, in visita a Siena per il Palio di agosto, e da quel giorno il panforte prese il suo nome.

Il gentile dono le piacque così tanto che il suo cavaliere d’onore inviò una sentita lettera di ringraziamento a Galgano, ancora oggi da noi gelosamente custodita.


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